Letteratura per giovani adulti / 6 – Intervista ad Antonio Ferrara
A cura di Linda Cavadini
1. Quando ha iniziato a scrivere narrativa destinata ai ragazzi e quale è stata la molla che l’ha spinta a scegliere proprio i giovani come destinatari privilegiati dei suoi testi?
Ho iniziato dopo aver lavorato come educatore per sette anni in una comunità alloggio per minori con problemi famigliari. Lì ho capito che in qualche modo mi sarebbe piaciuto dare voce a chi aveva vissuti forti e nessuna voce. Scrivere per ragazzi è come scrivere per adulti – diceva Dino Buzzati – solo molto più difficile.
2. Quali sono i temi più ricorrenti nella sua narrativa e a quale bisogno comunicativo rispondono?
La mia idea di fondo è mostrare a un ragazzo, a una ragazza, che spesso la vita è complicata e ti pone davanti ostacoli apparentemente insuperabili, certo, ma anche che bisogna imparare ad attraversare un dolore e provare a uscire dall’altra parte. Provo insomma a riorganizzare la speranza.
3. Ritiene che sia cambiato il modo in cui la sua generazione ha vissuto l’adolescenza e quello in cui la affrontano i giovani di oggi?
Nella sostanza no. L’adolescenza è rimasta – come diceva Proust – “l’unica stagione della vita in cui accada qualcosa di rivoluzionario e interessante. Il resto è solo omologazione”.
4. Quali sono state le letture che l’hanno “formata” e quali sono, oggi, i modelli letterari cui si rifà?
Il primo libro illuminante fu Pel di carota, di Jules Renard. Tanti altri ne vennero, naturalmente, ma più di ogni altro mi ha guidato il linguaggio di Mark Twain, da cui discende tutta la grande letteratura nord americana. Il primo autore che fa parlare un adolescente proprio come parla un adolescente, turpiloquio e slang compresi.
5. La disaffezione dei giovani nei confronti della lettura è sempre più diffusa: quali pensa possano essere sono le ragioni principali e come le agenzie educative potrebbero operare per remare controcorrente?
I docenti e le docenti di lettere delle medie e delle superiori dovrebbero finalmente cominciare a leggere letteratura per ragazzi di qualità, italiana e straniera. Scoprirebbero un mondo e avrebbero così una autentica passione da trasmettere ai loro allievi. Da lì gli allievi si potrebbero poi portare verso i classici, e non il contrario, come si fa adesso nelle scuole.
6. La scuola resta un importante baluardo per cercare di innescare un circolo virtuoso tra giovani e lettura, soprattutto facendo leva su quello spazio, insieme periferico e centrale, di libertà costituito dalle letture personali assegnate nel corso dell’anno scolastico. È in questo ambito, inoltre, si potrebbe utilmente mettere in contatto i ragazzi con la narrativa dell’estremo contemporaneo. Potrebbe indicare tre romanzi o raccolte di racconti italiani o stranieri degli ultimi vent’anni, a suo parere irrinunciabili, che proporrebbe in lettura ad adolescenti tra i 16 e i 18 anni?
La letteratura per ragazzi costituisce un presidio potente per fare educazione sentimentale nelle scuole, per allenare i ragazzi a nominare e a condividere le proprie emozioni, e dunque a padroneggiarle. Con la lettura si fa prevenzione del bullismo e del femminicidio, per esempio, senza nemmeno citarli.
Niente, Janne Teller
Color fuoco, Jenny Valentine
Bunker diary, di Kevin Brooks
{module Articoli correlati}
Articoli correlati
No related posts.
-
L’interpretazione e noi
-
La verità, in modo obliquo. Su Elisa Biagini -
In «sbilico» tra malattia e realtà -
I convitati di pietra di Michele Mari: scendere a patti con il futuro per non vivere -
Scuola e insegnanti nella società neoliberale -
-
La scrittura e noi
-
Su “Il grande buio”, di Enrico Macioci -
Antifascismo working class. Intorno all’ultimo libro di Alberto Prunetti -
I consigli della redazione per l’estate 2026 -
Proposte per giovani lettori: “Mio padre, tuo padre” di C. Benedetto e L. Ciliento -
-
La scuola e noi
-
L’italiano è il ragionare -
Uomini o automi? Viaggio nella metamorfosi dell’umano -
Contro la scuola neoliberale: quali tecniche di resistenza per docenti? -
Giovani donne insegnano -
-
Il presente e noi
-
Dal testo allo schermo: il Don Chisciotte di Fabio Segatori, fedele alla trama, meno allo spirito di Cervantes -
Guerra e pace: insegnare letteratura nel mondo in conflitto. A ottobre il nostro secondo convegno. -
Questa griglia non s’ha da fare. Sulla valutazione del colloquio dell’Esame di maturità -
Colloquio Esame di Maturità a.s. 2025-26: la Griglia di Valutazione -
Commenti recenti
- Francesco Ortisisu Uomini o automi? Viaggio nella metamorfosi dell’umanoNon c’è un solo modo di stare al mondo. Vi sono vite che raccontano altro,…
- Mirella AlbanoDisamina magistrale. Nodi cruciali : la riduzione degli alunni per classe, la Madre di tutte…
- Giuseppe CorlitoNon ho letto il libro, che conto di leggere. Di primo acchitto non condivido l’idea…
- Institute of Urban TechnologyGrazie per questa recensione profonda; Mari riesce sempre a trasformare il noir in una riflessione…
- Matteo Nucci, Platone. Una storia d’amore, Feltrinelli, 2026 – ANTOLOGIA DEL TEMPO CHE RESTA[…] [1] https://laletteraturaenoi.it […]
Colophon
Fondatore
Romano Luperini
Redazione
Antonella Amato, Emanuela Bandini, Alberto Bertino, Linda Cavadini, Gabriele Cingolani, Roberto Contu, Giulia Falistocco, Orsetta Innocenti, Daniele Lo Vetere, Morena Marsilio, Luisa Mirone, Stefano Rossetti, Katia Trombetta, Emanuele Zinato
Caporedattore
Roberto Contu
Editore
G.B. Palumbo Editore

Lascia un commento