Lettera agli insegnanti
Questa settimana la redazione di laletteraturaenoi ha scelto di parlare attraverso la voce del suo Direttore, Romano Luperini. Ogni giorno pubblicheremo uno dei suoi numerosi interventi apparsi sul nostro blog nelle quattro sezioni in cui si articola, testimonianze di uno sguardo ampio, sottile, rigoroso, lungimirante; democratico. Questo intervento era uscito originariamente il 9 febbraio 2023.
Cari insegnanti,
mi rivolgo a voi in un momento difficile per la società italiana e per la scuola. È in corso un tentativo di imporre contenuti assurdi e impropri (Dante come fondatore della cultura di destra nel nostro paese), di subordinare sempre più la scuola alle leggi del mercato e ai bisogni della economia e anche di dividere gli insegnanti attraverso gabbie salariali che porterebbero a un conflitto fra docenti meridionali e settentrionali. Divide et impera. Si sta assistendo insomma a un vero a proprio attacco alla scuola pubblica e alla sua funzione formativa.
Cari insegnanti, la Costituzione vi chiede di formare dei cittadini, non dei consumatori o dei produttori. Voi entrate ogni giorno in aula per insegnare la letteratura e insieme la democrazia. Dovete preparare i giovani a leggere e a commentare un testo letterario; e ciò comporta anzitutto studiarlo oggettivamente nella sua autonomia rispetto al lettore, considerarlo nelle sue componenti storicoculturali e letterarie, linguistiche e stilistiche; ma poi dovete anche sollecitarne l’interpretazione, che comporta invece la partecipazione del lettore, chiamato a esprimere il significato per noi di un testo. Non solo e non tanto il significato per me, ma potenzialmente un significato per la intera comunità dei lettori. Lo studio della letteratura insomma è anche educazione civile, insegnamento di democrazia: a tutti è data la possibilità di parlare liberamente e di interpretare un testo, ma prima ognuno deve sapere ciò di cui si parla, conoscere l’argomento su cui prende la parola. La classe come “comunità ermeneutica” presuppone questa partecipazione collettiva interpretante e questa scuola democratica.
Per annullare o ridurre questa funzione democratica sempre più si tende a trasformarvi in tecnici dell’insegnamento, in impiegati che hanno smarrito o devono comunque smarrire la funzione intellettuale di interpreti di testi e di mediatori culturali. È un vero e proprio declassamento non solo del vostro ruolo, ma della cultura e della stessa letteratura.
Cari insegnanti, ho dedicato la mia vita in gran parte alla scuola. E se mi rivolgo a voi, è anche per un impegno con voi condiviso e durato alcuni decenni e in nome di questa lunga lotta comune. Esistono ancora degli spazi di libertà, sempre più marginali, è vero, ma esistono. Cerchiamo di riempirli di contenuti di senso. Facciamo in modo che ogni lettura in classe di un testo letterario divenga una occasione per restare fedeli al compito che la Costituzione repubblicana ci assegna.
Romano Luperini
Articoli correlati
-
L’interpretazione e noi
-
Nella carne di David Szalay -
Silone, Levi e Guareschi fra letteratura e economia -
«Memoria e racconto», la fotografia di Ferdinando Scianna -
Delitto e castigo dell’intellettuale: a proposito di Faranno di me un criminale di Javier Marías -
-
La scrittura e noi
-
Perché leggere Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente -
Perché leggere (in classe) Gli anni al contrario di Nadia Terranova -
Inchiesta sulla letteratura Working class / 15 – Alberto Prunetti -
“Le Leonesse di Vergine Maria” e la pedagogia civile di Ambrosecchio -
-
La scuola e noi
-
Il paradigma neo-estrattivista a Scuola -
Catullo alla sbarra. Il «processo a Clodia» come esperienza di didattica attiva -
Ridere della scuola -
I giovani alla sbarra -
-
Il presente e noi
-
Un “collegio dei docenti” nazionale contro la riforma degli Istituti tecnici -
La tregua in luogo dei Promessi sposi? -
Guerriglie culturali sotto il vulcano:Manzoni e la riforma degli istituti tecnico-professionali -
La pagella del ragazzo africano -
Commenti recenti
- Eros Barone su La tregua in luogo dei Promessi sposi?L’immaginazione può superare, se opportunamente controllata dalla ragione storica e dalla critica letteraria, i confini…
- Paola Raspadori su Guerriglie culturali sotto il vulcano:Manzoni e la riforma degli istituti tecnico-professionaliL’intervento di Riccardo Castellana restituisce buon senso ed equilibrio a una polemica sgangherata che, come…
- Marisa Burchi su Un “collegio dei docenti” nazionale contro la riforma degli Istituti tecnicinoooo assolutamente no alla riforma. cambiano le scuole che funzionano!!!
- Maria Ventola su Un “collegio dei docenti” nazionale contro la riforma degli Istituti tecnicino alla riforma
- Lisa Scocchia su Un “collegio dei docenti” nazionale contro la riforma degli Istituti tecniciAndiamo sempre più verso un mondo dove la metà dei lavori che esistono oggi non…
Colophon
Direttore
Romano Luperini
Redazione
Antonella Amato, Emanuela Bandini, Alberto Bertino, Linda Cavadini, Gabriele Cingolani, Roberto Contu, Giulia Falistocco, Orsetta Innocenti, Daniele Lo Vetere, Morena Marsilio, Luisa Mirone, Stefano Rossetti, Katia Trombetta, Emanuele Zinato
Caporedattore
Roberto Contu
Editore
G.B. Palumbo Editore
Lascia un commento