Nel 2012 Romano Luperini ha voluto fare nascere il blog laletteraturaenoi.
Di fatto, accettando la sfida nuova di una funzione intellettuale che facesse valere la propria presenza anche nell’ecosistema digitale e attraverso le nuove grammatiche della rete, Romano Luperini aveva voluto dare spazio e tempo all’ennesima comunità di pensiero e di pratica democratica germogliata dalla sua persona, al servizio di una idea costante di impegno per il sapere, la coscienza civile, l’amore per la scuola e l’università, la cura delle nuove generazioni.
Sono stati anni splendidi e incredibilmente preziosi.
In questo momento di dolore profondo per noi tutti, si fanno ancora più nitidi gli infiniti momenti in cui Romano, maestro, compagno di strada e amico, ci ha accompagnato attimo per attimo con autorevolezza discreta ma con un senso chiaro e mai messo in discussione di quale fosse il significato profondo del nostro stare insieme.
Per provare a dire quel significato, ci viene in mente un momento delle nostre riunioni che tutti noi aspettavamo ogni volta. Dopo averci ascoltato con grande attenzione, accolto le mille rifrazioni e spesso contraddizioni di una comunità di persone che decide di mettersi insieme in cammino al servizio di un mandato comune, Romano chiedeva di potere intervenire. In poche e ogni volta per noi decisive parole, riusciva a comporre il senso profondo del nostro pensare, richiamava il valore fondativo del «noi» che avrebbe dovuto caratterizzare ogni nostra pratica, risignificava lucidamente la pretesa ineludibile di democraticità di ogni nostra azione, dalla singola parola utilizzata che doveva sempre essere onesta e impastata di servizio e gratuità, fino a quel monito, in particolare a noi insegnanti, di non retrocedere mai e poi mai dalla funzione che il nostro ruolo esige. Sì, quell’essere intellettuali per essere artefici di un mondo più giusto, a partire dalla cura dei nostri pensieri, del nostro impegno, fino alle nostre mattinate spese nelle aule attraverso i nostri testi, a contatto con i primi destinatari del nostro servizio: i nostri studenti.
«Come potremmo diventare noi stessi senza un’eredità, senza un maestro, senza la sua voce, senza un messaggio profondo?».
Negli ultimi anni ci è capitato spesso di discutere con lui su questa idea. È vero: Romano Luperini è stato per tutti noi un maestro. Ci siamo formati con le sue parole, le sue intuizioni, abbiamo cercato di portarle in classe, pur nei nostri limiti di metterle al servizio degli altri, con in mente quel monito alla rinuncia alla schiavitù dell’io, del mero interesse personale, ma anche del rifiuto di quel cinismo interessato di chi pontifica che non ci sia più nulla per cui valga ancora la pena spendersi e militare. Proprio per questo laletteraturaenoi è divenuta una comunità intellettuale che dalle aule ha anche provato e continuerà a provare a dare corpo a una voce pubblica e politica che difenda senza infingimenti quel patrimonio.
Il bilancio di quanto Romano Luperini abbia lasciato al mondo della critica letteraria, dello studio e dell’amore per la letteratura, per il mondo tutto della scuola italiana sarà enorme. Vi contribuiremo anche noi, quando il tempo del lutto e del silenzio sarà passato. Ma stanne certo caro Romano, resteremo fedeli al mandato che ci hai indicato, perché non potremmo farne a meno, perché la tua lezione ci ha riempito la vita, le ha dato un senso, l’ha resa grata alla luce del privilegio assoluto di averne percorso un pezzo importante al tuo fianco.
Resteremo sempre insieme in redazione carissimo Romano.
I tuoi compagni e le tue compagne de lalettaraturaenoi
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Fondatore
Romano Luperini
Redazione
Antonella Amato, Emanuela Bandini, Alberto Bertino, Linda Cavadini, Gabriele Cingolani, Roberto Contu, Orsetta Innocenti, Daniele Lo Vetere, Morena Marsilio, Luisa Mirone, Stefano Rossetti, Katia Trombetta, Emanuele Zinato
Caporedattore
Roberto Contu
Editore
G.B. Palumbo Editore

Nella mia carriera di docente è stato compagno di avventure ermeneutiche condivise con colleghi e studenti affascinati dal suo taglio critico. Come manuale è stato palestra permanente di ricerca non solo letteraria. Un maestro per la comunità interpretante. 🌹❤️
Grazie, Maestro, ti devo tanto. Mi mancherai.
Ho lavorato per anni su La scrittura e l’interpretazione che ha presentato agli incontri di Forte dei Marmi più di trent’anni orsono. Sempre grazie a un maestro.
La lezione di oggi in una classe 5a del liceo scientifico “Duca degli Abruzzi” di Gorizia è stata esplicitamente dedicata alla memoria di Romano Luperini. Due ore sulla poesia di Eugenio Montale. Letture, commento e interpretazione, secondo i fondamenti didattici della “classe come comunità ermeneutica” , la costruzione progressiva e collettiva del “ significato per noi” nel dialogo e interazione tra studenti e docente, alla presenza di una giovane tirocinante, la quale, alla fine, si è complimentata con gli studenti per i loro interventi e contributi.
È così che abbiamo voluto salutare un maestro degli studi letterari e della didattica democratica.
Grazie di tutto, Romano.
Luca Zorzenon e la 5D.