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fondato da Romano Luperini

Guerra e pace: insegnare letteratura nel mondo in conflitto. A ottobre il nostro secondo convegno.

Nei giorni 1 e 2 ottobre 2026 La Letteratura e Noi terrà il suo secondo convegno a Montecatini, che fa seguito all’esperienza del convegno di Palermo del 2024. Lo annunciamo con commozione perché il tema era stato fortemente voluto da Romano Luperini, fondatore, direttore e redattore del blog, che ci ha lasciato due mesi fa nel pieno del lavoro di progettazione, seguendolo finché aveva potuto.

Discuteremo fra noi e con le colleghe e i colleghi partecipanti di guerra, di pace e di che cosa significhi insegnare, e insegnare letteratura, in un mondo in conflitto.

Nel solco dell’insegnamento di Romano Luperini cercheremo, in questi due giorni di riflessioni teoriche e di laboratori didattici, di condividere idee e pratiche di insegnamento ispirate alla scuola della Costituzione, pensata come luogo e strumento per costruire uguaglianza, libertà, senso di appartenenza alla comunità dei cittadini e delle cittadine che la abitano. Indipendentemente dal fatto che si chiamino Giuseppe, Maria, Fatima, Vladislav o Jinwei.

Cercheremo di farlo attraverso il dialogo e il confronto serrato fra passato e presente, ascoltando le voci delle scrittrici e degli scrittori che hanno raccontato le guerre, analizzando le ragioni economiche e politiche che ne stanno alla base ieri come oggi, riflettendo sulla funzione della letteratura e delle arti nella rappresentazione dei conflitti e delle dinamiche esistenziali che vi sono sottese.

Attualizzare non significherà, come tante volte abbiamo ribadito nei nostri interventi pubblici, inseguire un’idea di modernità fondata sul presentismo. Rifletteremo invece su un presente che cerca di cancellare la storia e di manipolarla, spesso tramite l’utilizzo di mezzi di comunicazione sempre più evoluti nel funzionamento ma sempre più oscuri negli obiettivi.

“Pace”, “pacifismo”: per noi non sono vuote parole retoriche, ma realtà da costruire insieme: per questo, daremo voce anche a chi denuncia, con solide ragioni, una progressiva militarizzazione delle scuole, traduzione settoriale di un’ideologia bellicista forte e diffusa.

Questo, in estrema sintesi, il viaggio che ci ripromettiamo di compiere durante il convegno.

Un viaggio che non si allontanerà mai troppo dalla domanda di partenza: come insegnare letteratura in un mondo di conflitti? Più in generale, quale ruolo assegnare alla scuola e a chi insegna nella costruzione di un mondo in cui le persone siano libere di scegliere e non subiscano violenza?

Riteniamo che sia fondamentale difendere pratiche didattiche – l’insegnamento della lettura, della scrittura, dell’argomentazione critica – che subiscono ogni giorno attacchi strumentali e deformazioni grottesche.

Proveremo a spiegare perché.

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