Cesare Cases, L’opera – l’archivio – l’eredità. Siena 27-28 ottobre 2022
Articoli correlati
No related posts.
Commento
Lascia un commento Annulla risposta
-
L’interpretazione e noi
-
La scrittura democratica -
L’ultimo capitolo di Mastro don Gesualdo -
L’uso della foto: conservare un senso -
Metodo Sciascia: una questione di stile -
-
La scrittura e noi
-
Perché leggere Cecità di Saramago: il realismo dell’allegoria -
Inchiesta sulla letteratura Working class / 13 – Luigi Chiarella -
La luce che manca. Epica e tragedia in un romanzo di Nino Haratischwili -
Inchiesta sulla letteratura Working class / 12 – Angelo Ferracuti -
-
La scuola e noi
-
Leggere per diventare, tra letteratura e filosofia. -
Lettera agli insegnanti -
L’insegnante non è un impiegato: mediazione didattica dei saperi umanistici e percorsi formativi abilitanti -
Dentro e contro la «nuova Scuola capitalista» -
-
Il presente e noi
-
Un “collegio dei docenti” nazionale contro la riforma degli Istituti tecnici -
La pagella del ragazzo africano -
Romano Luperini e noi -
Romano Luperini (6 dicembre 1940 – 11 aprile 2026) -
Commenti recenti
- Cinzia su Leggere per diventare, tra letteratura e filosofia.Complimenti a quello che io ritengo un bravissimo insegnante! Grazie Cinzia
- claudio gard su Le otto montagne di Cognetti, romanzo problematico. Replica a PaolinDUE CAPOLAVORI D’ALTRI TEMPI Definitelo uno scrittore di montagna e vedrete il Cognetti incazzarsi come…
- Laura Cunto su Leggere per diventare, tra letteratura e filosofia.Percorso davvero molto interessante, ricco di suggestioni e di numerose altre possibilità di eventuale sviluppo….
- Agaris su La pagella del ragazzo africanoPenso che discutere in classe questa drammatica e triste storia possa essere utile. Direi in…
- Agaria su La pagella del ragazzo africanoL’ Idea di discutere in classe, direi in una terza media, questo triste episodio mi…
Colophon
Direttore
Romano Luperini
Redazione
Antonella Amato, Emanuela Bandini, Alberto Bertino, Linda Cavadini, Gabriele Cingolani, Roberto Contu, Giulia Falistocco, Orsetta Innocenti, Daniele Lo Vetere, Morena Marsilio, Luisa Mirone, Stefano Rossetti, Katia Trombetta, Emanuele Zinato
Caporedattore
Roberto Contu
Editore
G.B. Palumbo Editore

L’opera di Cases è composta di omeomerie, parti molteplici che tendono a riflettere, in modo necessariamente simpleiadico, una totalità che è andata in frantumi. Del resto, egli ne era cosciente, giacché si vantava, come Antonio Labriola, di non aver mai scritto un libro (a parte la tesi di laurea su Junger). In quelle omeomerie, fatte di articoli, saggi, recensioni, raccontini e perfino poesie, si manifesta, all’insegna della classicità, un epigono di Karl Marx, di Thomas Mann e di Bertolt Brecht che reagisce con l’acido solforico dell’ironia e del sarcasmo alla fenomenologia sempre più oscena del tardo capitalismo. Della sua lezione etico-politica merita di essere ricordato l’intransigente antiamericanismo, da lui ravvisato quale preliminare e necessaria forma – l’unica intellettualmente e moralmente degna – di reazione e di opposizione al volto, per l’appunto osceno e spesso atroce, dello “Zeitgeist” che domina l’Occidente. E giustamente Cases ebbe a criticare Habermas, che nello “Historikerstreit” contro Nolte era giunto a prendere gli Usa quale modello di democrazia. Del suo contrastato maestro Giorgio Lukàcs gli rimase del tutto estranei il progetto di un’ontologia dell’essere sociale e, in buona sostanza, la lezione del razionalismo incarnata da Spinoza, da Kant e da Hegel. Cesare Cases proveniva in effetti da un altro ramo: quello corrispondente alle filosofie decadenti
critico-negative, di cui l’innocuo messianismo testimoniale di Benjamin e la involuta dialettica negativa di Adorno sono altrettante superfetazioni. E come tutti i corifei di quel ramo irrideva, con spirito goliardico, alle catene senza liberarsene.