Ieri notte su facebook un nostro post che stava ricevendo molte condivisioni è stato oscurato. Si tratta di un articolo di Pietro Li Causi, intitolato Oliva, la scuola italiana e rieducational channel. Come si può capire sin dal titolo, il pezzo ha toni sarcastici: l’autore sceglie la strada dell’ironia per controbattere punto per tutto ad un articolo di Attilio Oliva, presidente di Treelle, che plaudendo alla riforma della Buona Scuola scriveva sul Sole24ore: Tutte le verità taciute sulla nostra scuola.
Qualcuno, anonimamente, senza replicare e senza contestare alcunché alla redazione ha però ritenuto il sarcasmo di Li Causi offensivo, ha segnalato il post a facebook che automaticamente ha provveduto a rimuoverlo. Si tratta di un atto censorio che moltissimi lettori hanno spontaneamente contestato, copiando e incollando l’articolo sulle loro bacheche. Viviamo in un mondo digitale, ma non si può premere come in un videogame il bottone off tutte le volte che qualcuno insidia le nostre certezze. Abitiamo in cerchie spesso autoreferenziali, ma non possiamo buttare giù dalla torre chiunque ponga in discussione le nostre micro-identità.
Con cadenza ormai quotidiana gli insegnanti (e i loro colleghi universitari) vengono apostrofati come inetti, fannulloni, buoni a nulla, incapaci, ignoranti. Non risulta però che siano state promosse denunce collettive o class action per queste offese (oggettive e senza filtri ironici) che da anni piovono, a seconda delle nubi governative e dei rovesci riformatori, sugli insegnanti italiani. Scriviamo su riviste elettroniche, ma non abbiamo perso il senso della realtà. Formiamo comunità fragili, ma conosciamo l’etica del dialogo e il valore del conflitto delle opinioni.
La redazione di laletteraturaenoi ringrazia l’autore per aver preso la parola in pubblico in modo franco e diretto e i lettori per aver proteso le orecchie nel silenzio e per aver cercato di distinguere nel rumore di fondo. In segno di rimostranza e di riconoscenza, contravvenendo alla nostra programmazione, l’articolo di Li Causi rimarrà in evidenza ancora un giorno. Eventuali repliche e commenti inviati alla redazione saranno vagliati e pubblicati. Abbiamo una voce piccola ma intendiamo usarla.
La redazione
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Caporedattore
Roberto Contu
Editore
G.B. Palumbo Editore

Solidarietà
Anche a me è capitato di vedere cancellato un commento critico argomentato forse male, comunque scritto con un linguaggio sobrio, senza volgarità e insulti; non è chiaro quale siano le regole di questo strumento, se un anonimo può segnalare a facebook di cancellare un articolo non gradito e ottenerne immediatamente la censura , come è successo nel caso dell’articolo di Li Causi. E’ una questione di pluralismo e di democrazia che questi strumenti apparentemente sembrano garantire, mentre in realtà più di altri si prestano a manipolazioni e interventi con il gioco dell’invisibilità e dell’anonimato.