Solidarietà alla libreria «La pecora elettrica», si può combattere a colpi di poesia
La Redazione di «La letteratura e noi» esprime la propria solidarietà alla libreria «La pecora elettrica», incendiata nuovamente lo scorso mercoledì, e a tutta la comunità del quartiere romano di Centocelle. Come noto la libreria, divenuta un importante centro di aggregazione e di confronto, avrebbe dovuto riprendere a pieno le attività dopo il precedente rogo del 25 aprile. Nel clima di desertificazione culturale e di sostanziale decadenza che caratterizza ormai la capitale, come la gran parte del paese, realtà come «La pecora elettrica» rappresentano spesso l’ultimo presidio alla definitiva trasformazione dei quartieri in luoghi di brutale prevaricazione, dove fa legge la violenza. Fortunatamente le comunità, come nel caso specifico quella di Centocelle, mostrano di saper ancora elaborare risposte umanamente condivise, arrabbiate ma non rabbiose. Consapevoli e decise. Una forza che non bisogna dimenticare, sotto la consueta coltre di silenzio che sistematicamente cala su ciascuna di queste vicende dopo gli iniziali raid mediatici, ma che va alimentata con continuità e dedizione, a Roma come in ogni luogo in cui le comunità locali tentano faticosamente di recuperare spazi, fisici e culturali, alla propria esistenza. Colpisce e commuove il fatto che la libreria abbia deciso di affidare il proprio messaggio all’esterno a una poesia, affissa alla serranda purtroppo di nuovo abbassata del locale. Per la nostra Redazione è la conferma che la letteratura e la poesia sono ancora oggi tra le più potenti armi non convenzionali che si possano usare contro la barbarie che ci minaccia. Noi ci crediamo! Un abbraccio caloroso, non mollate!
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