Storia della mia copertina/9: La galassia dei dementi di Ermanno Cavazzoni
La storia della copertina del romanzo La galassia dei dementi è molto semplice: erano state fatte delle copertine dalla casa editrice, in generale sono dell’opinione che la casa editrice faccia la copertina che vuole e che rientra nello stile della collana, perciò ho approvato; poi mi è capitato di vedere una mostra di artisti russi contemporanei, c’ero stato tirato da un amico, ci sono andato per caso, e lì ho visto le immagini di un artista che si chiama Sergey Batkov che mi hanno molto colpito; su delle lune grandi ciascuna come il quadro, cioè viste dallo spazio a distanza ravvicinata, bucherellate dai crateri, ci stavano dei tipi dall’aria turistica grandi poco meno della luna, come se le lune fossero dei piccoli asteroidi abitati da uno o due esseri umani sovradimensionati; straordinario e buffo, ho pensato, perché le immagini facevano sorridere; in particolare uno di questi asteroidi aveva un ciccione pesante e dalla faccia leggermente demente, unico suo abitante spropositato. Ho pensato che poteva essere la mia copertina, perché nel libro la specie umana è immaginata ingrassata oltremisura e tonta, e il pianeta Terra avviato allo spopolamento; ho mandato a Elisabetta Sgarbi (delle ed. La nave di Teseo) la foto malfatta col telefonino, malfatta perché c’era il vetro che faceva riflesso, la foto era di scorcio e poco chiara, ma anche a Elisabetta è subito piaciuta, è importante il subito, anche per lei come per me c’è stato un immediato stupore magnetico; così in 24 ore hanno trovato l’artista in Russia e hanno avuto il permesso di usare l’immagine; la rapidità mi è piaciuta, anche l’adesione istantanea soddisfatta dell’artista, l’ho sentita ben augurale, anche perché il libro stava andando in stampa; e così il libro ha avuto la copertina che non lo illustrava ma gli corrispondeva.
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