So fare se/ Il dibattito sui BES 6
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G.B. Palumbo Editore

Bes e Bis
Non so se il professor Canevaro lanci una provocazione (lo spero)
o è autenticamente convinto di ciò che afferma, del quale, mi si scusi, stento a trovare un filo conduttore ( dai Bes ai suicidi il nesso francamente mi sfugge)
Mi sforzo per un attimo di parlare la sua stessa lingua e, riprendendo il suo esempio iniziale, mi/gli chiedo come farebbe se, da passante, non una ma 25 persone attendessero di avere delle indicazioni su dove andare e tutte nello stesso momento.
Si potrebbe gestire il tutto avvalendosi della cooperazione di chi conosce una certa zona e magari chiedere di spiegare il modo di arrivarci a chi ne ha bisogno, o, meglio ancora, di accompagnarlo per un tratto di strada. Il tale però dovrebbe rinunciare, almeno per il momento, ad andare dove ha bisogno e così gli altri…Occorrerebbe creare una scaletta nella priorità : si potrebbero individuare i BIS (Bisognosi di Indirizzo speciale). Potrebbero essere quelli che hanno più fretta di raggiungere un certo luogo per “gravi” motivi o quelli che non hanno disponibilità economiche per prendere l’autobus o il taxi.
Di certo i più sensibili o timidi o riservati si porrebbero da soli in una condizione di attesa anteponendo i bisogni degli altri ai propri e forse, alla fine, rinunciandovi.
Invito il professor Canevaro
e quanti altri sventolano il vessillo della didattica cooperativa, dei Bes e dell’inclusione nella mia scuola e farmi vedere come si fa.
Forse i miei quasi trent’anni di insegnamento e le mie due lauree non bastano ed evidentemente sto sbagliando tutto !