Festival Letteratura working class – Campi Bisenzio (FI) 31 marzo-2 aprile
Al presidio GKN il primo festival internazionale di letteratura working class, dal 31 marzo al 2 aprile a cura di Edizioni Alegre e Collettivo di Fabbrica: “Regaliamo a Campi Bisenzio e a tutta Firenze un evento culturale che dovrà rimanere anche dopo. Mettiamo Campi Bisenzio sulla cartina d’Europa! Rompiamo l’assedio una spallata dopo l’altra, perché tanto dipende da come la si racconta la storia e la classe lavoratrice deve riprendersi anche la parola, deve riprendersi tutto”.
[Firenze, 30 marzo 2023] Autrici e autori da tutta Europa saranno questo fine settimana al presidio ex-GKN di Campi Bisenzio, per il primo festival internazionale di letteratura working class in Italia, organizzato dalla casa editrice Edizioni Alegre, insieme al Collettivo di Fabbrica GKN, la Soms Insorgiamo e in collaborazione con Arci Firenze, con la direzione artistica di Alberto Prunetti, direttore della collana Working Class di Alegre.
“Regaliamo a Campi Bisenzio e alla provincia di Firenze un evento culturale autorevole e di grande spessore – commenta il Collettivo di Fabbrica GKN -, che deve continuare ad esistere anche indipendentemente da GKN. Questo festival deve diventare un evento culturale fisso, che metterà Campi Bisenzio sulla cartina d’Europa. Dopo il primo festival a Bristol, Campi Bisenzio ora, in tutta Europa, è la sede del festival internazionale della letteratura working class”.
Nella tre giorni si alterneranno autori e autrici internazionali come D. Hunter, Cynthia Cruz, Anthony Cartwright e Cash Carraway e ospiti italiani come Simona Baldanzi, Claudia Durastanti e Wu Ming 1. Tanti però anche gli eventi culturali che ruoteranno attorno ai libri di cui si parlerà, come il reading di poesia operaia e quello tratto dal romanzo “Alla linea” dell’operaio bretone Joseph Ponthus, che sarà a cura degli operai e delle operaie ex-GKN. E poi ancora proiezioni di film, pièce teatrali, una mostra d’arte e di fotografia e un concerto live sabato 1 aprile.
“Da venti mesi portiamo avanti una lotta che ha raccolto attorno a sé le migliori competenze di questo paese – conclude il Collettivo di Fabbrica -. Lo vediamo ogni giorno, nelle proposte di reindustrializzazione, nella capacità di portare ancora in piazza le persone e di ricevere l’appoggio della nostra città, lo abbiamo visto nella redazione della proposta di legge contro le delocalizzazioni, così come nell’impegno di singoli e realtà organizzate per la consultazione popolare o per il crowfunding. In questi venti mesi ci siamo fatti classe dirigente e una classe dirigente, da sempre, deve occupare anche il mondo della narrazione, perché tanto dipende anche da come la si racconta la storia e la classe lavoratrice deve riprendersi anche la parola, deve riprendersi tutto. Rompiamo l’assedio una spallata dopo l’altra. Il prossimo fine settimana lo facciamo con il festival di letteratura working class”.
Il festival permetterà per tre giorni di far incontrare mondi spesso separati: la fabbrica e la città, la letteratura e le persone non privilegiate, le riflessioni sulla classe sociale e quelle sul genere, l’etnicità e l’orientamento sessuale. Tutto questo alternando momenti di analisi critica e di convivialità.
Ci sarà anche lo “Spazio Prole”, con tanti eventi per bambine e bambini, perché questo è un festival per tutte e tutti, da 3 a 99 anni e perché solo socializzando il lavoro di cura si può permettere davvero a tutte e tutti di partecipare.
Per partecipare compilare il form

Articoli correlati
No related posts.
Commento
Lascia un commento Annulla risposta
-
L’interpretazione e noi
-
Tantum potest religio. Note di lettura sulla ‘Capinera’ di Verga -
Quello che possiamo sapere: ce la caveremo anche stavolta? -
Novecento maggiore. Saggi e lezioni di letteratura italiana contemporanea. Federico Masci e Niccolò Amelii dialogano con Bruno Pischedda -
Nuovi doveri per il mondo in trasformazione -
-
La scrittura e noi
-
Frugare nelle tasche -
Inchiesta sulla letteratura Working class / 10 – Francesco Targhetta -
Su “Il grande buio”, di Enrico Macioci -
Inchiesta sulla letteratura Working class / 9 – Simona Baldanzi -
-
La scuola e noi
-
Il mito in classe -
L’intelligenza artificiale è politica -
Donne che salvano uomini: la Beatrice dantesca -
“Hic Rhodus, hic salta”: i cambiamenti dell’Esame di maturità alla prova del reale -
-
Il presente e noi
-
L’umano come cosa. Lo scandalo degli Epstein Files -
Verso il referendum nel degrado politico e mediatico. Perché votare NO -
“Ultimo schiaffo”. La dark comedy della marginalità -
In memoria di Mario Palumbo -
Commenti recenti
- Maurizio Muraglia su Il mito in classeCara Stefania, questo tuo racconto è un emblema di quel che può diventare un’aula scolastica…
- Luisa Mirone su Frugare nelle tascheNe sono lieta. E’ proprio un piccolo forziere, da saccheggiare senza remore.
- Vittoria Foti su Frugare nelle tascheGrazie, Luisa, per averci segnalato questo libro originale e appassionato. Tutti noi che insegniamo abbiamo…
- Stefano Rossetti su L’intelligenza artificiale è politicaCaro Matteo, mai come in quest’occasione il termine “esperto” è fuori luogo. Nella circostanza storica…
- Matteo Zenoni su L’intelligenza artificiale è politicaCaro Stefano, isolo questa frase “la digitalizzazione non ha prodotto una riduzione del lavoro, ma…
Colophon
Direttore
Romano Luperini
Redazione
Antonella Amato, Emanuela Bandini, Alberto Bertino, Linda Cavadini, Gabriele Cingolani, Roberto Contu, Giulia Falistocco, Orsetta Innocenti, Daniele Lo Vetere, Morena Marsilio, Luisa Mirone, Stefano Rossetti, Katia Trombetta, Emanuele Zinato
Caporedattore
Roberto Contu
Editore
G.B. Palumbo Editore

Mi dispiace non aver partecipato ma mi auguro di poter fare qualcosa in futuro, soprattutto perché di Taranto e quindi con una classe operaia che dovrebbe far sentire la sua voce e con studenti figli di operai.
Vorrei sapere se possibile avere già qualche direttiva per l’anno prossimo!
Grazie infinite e complimenti
Rosa Salvati (prof.ssa dell’Istituto tecnico “A. Righi”, Taranto