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diretto da Romano Luperini

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L'interpretazione e noi

L'interpretazione e noi contiene saggi, interpretazioni e interventi sulla letteratura e su di noi, donne e uomini contemporanei.

Insegnare il Novecento: il modernismo

modernismoSvevo e Pirandello sono scrittori decadenti? Oppure scrittori di avanguardia? A quale movimento letterario appartengono? E Montale? In questo articolo si considerano le risposte contraddittorie che a questo problema danno manuali e storie letterarie e si articola una proposta in linea con la cultura europea e con la ricerca storiografica italiana più avanzata che da tempo fanno ricorso a un’altra categoria critica, quella di modernismo.

Due manuali

Uno dei manuali di storia e antologia italiana più fortunati dell’ultimo ventennio, quello di Baldi-Giusso-Razetti-Zaccaria, Dal testo alla storia dalla storia al testo, uscito nella prima metà degli anni Novanta, inserisce all’interno del capitolo dedicato al Decadentismo Pascoli, D‘Annunzio, Pirandello e Svevo, ma onestamente ammette che gli ultimi due autori vi sono inclusi in omaggio a una «tradizione autorevole» e «ad una classificazione ormai consolidata» (vengono ricordati due classici della critica italiana del ventennio precedente, Miti e coscienza del Decadentismo italiano di Carlo Salinari e Il Decadentismo italiano. Svevo, Pirandello, D’Annunzio di Leone de Castris), ma che entrambi, pur avendo le radici nel clima culturale del Decadentismo europeo (l’irrazionalismo, Nietzsche, Bergson ecc.), «poi se ne distaccano per una più lucida consapevolezza critica, per la proposizione di una visione del mondo più moderna, “aperta” e pluriprospettica» (G. Baldi-S.Giusso-A. Razetti-G.Zaccaria, Dal testo alla storia dalla storia al testo, vol. III, t. 2: Dal Decadentismo ai nostri giorni, Paravia, Torino 1994, p. 28)

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